Elisabetta, insegnante di danze sacre in cerchio

PRESENTAZIONE

Danzo dall’età di 15 anni, ho iniziato con la danza moderna jazz e dopo 9 anni sono passata a tutt’altro genere. Ho infatti praticato l’Aikido per 15 anni, un’arte marziale giapponese che come la danza rispecchia i principi di armonia, centratura e rispetto. Ho conosciuto le danze meditative grazie alla mia insegnante di yoga Ornella Monti e ne sono rimasta incantata. Ho conseguito la formazione di Danza Sacra in Cerchio con Carolina Botti e Rosella d’Amato e sempre sotto l’insegnamento di Carolina ho partecipato al percorso sulla donna e i suoi molteplici aspetti. Tra le mie esperienze formative voglio ricordare un ritiro nel monastero di Fonte Avellana con Joyce  Dijkstra, un seminario molto importante a livello personale con Laura Shannon sulle danze tradizionali femminili della Grecia e dell’Asia Minore, uno di Expression Primitive, uno nell’istituto di meditazione di Osho Miasto, dove la danza è vissuta come libera espressione corporea, un seminario con Barbara Swetina dove insieme alle danze ho potuto sperimentare la connessione con l’altro e la potenza e la bellezza del canto. Recentemente ho partecipato al Festival della Danza Sacra in Cerchio a Findhorn (Scozia) dove tra le varie esperienze ho potuto prendere parte al laboratorio di Nanni Kloke e a quello di Laura Shannon sulla danza del ventre. Tengo incontri di danze al Centro Yoga Brahaman 2 volte al mese e nell’estate del 2018 ho portato al mio gruppo il lavoro diLaura Shannon sulle danze tradizionali femminili andandole a danzare ai giardini. Sono da poco entrata nell’associazione italiana delle Danze Sacre in Cerchio in veste di socia-insegnante, potendo così contribuire con un aiuto concreto alla crescita e alla diffusione di questo mondo magico e misterioso. Non ho idea di dove la mia curiosità mi porterà.

 

 

ESISTONO DELLE SCORCIATOIE PER LA FELICITA’ E LA DANZA E’ UNA DI QUESTE (VICKI BAUM)

COS’ E’ LA DANZA SACRA IN CERCHIO.

Le danze in cerchio vengono danzate insieme prevalentemente tenendosi per mano su musiche classiche, religiose, popolari, ma anche pop o rock. E’ un metodo di espressione corporea adatto veramente a tutti coloro che abbiano un minimo di senso del ritmo, senza limiti di età e senza bisogno di competenze tecniche perché si basa su movimenti e passi molto semplici ma fortemente simbolici che ci permettono di collegarci al nostro centro, attingere alla sua energia ed aprire il nostro cuore sentendoci collegati agli altri e parte del Creato. Si chiamano sacre perché attraverso e grazie alla danza riesco a contattare la sacralità che è in me. Queste danze parlano la lingua universale dei miti e dei simboli attraverso i quali si sviluppa una coscienza e conoscenza del proprio corpo, una presenza a se e all’altro che ne fanno una vera Meditazione in movimento, una Preghiera senza parole. Per questo le danze regalano un profondo senso di gioia, di leggerezza, partecipazione e centratura e creano un’armonizzazione personale e di gruppo basata sul desiderio di cooperazione e attenzione piuttosto che di competizione e confronto.

LE ORIGINI

Nel 1976 Bernard Wosien, accompagnato dalla figlia Maria Gabrielle nel ruolo di traduttrice, fu invitato da Peter Caddy nella comunità di Findhorn (Scozia) dove portò per la prima volta il suo lavoro di ricerca.

Il professor Wosien era un ballerino classico e coreografo che solo in un secondo momento si interessò alle danze tradizionali Europee, in particolar modo a quelle Greche e Balcaniche conosciute durante le sue vacanze in questi posti.

Wosien aveva intuito che le danze folkloristiche avessero in realtà un origine ed un simbolismo più spirituale e profondo di quello che poteva apparire esteriormente e che questo loro significato stava andando perduto nelle nuove generazioni.

Iniziò così la sua ricerca che lo portò nei remoti villaggi d’Europa dove la danza era ancora vissuta come parte integrante della vita comunitaria e successivamente sentì forte l’esigenza di condividere queste sue scoperte. Per questo fu ben felice di accettare l’invito di Peter Caddy, conosciuto l’anno prima in una conferenza in Germania. Portò a Findhorn per la prima volta 12 danze a 20 membri della comunità in un seminario di una settimana.

Quando Wosien andò via, i partecipanti decisero di incontrarsi nelle settimane successive per continuare a danzare e tra loro Anna Barton era l’unica che aveva preso appunti e scritto i passi in maniera precisa e dettagliata, diventando così il punto di riferimento della comunità prima e dell’associazione poi.

Per diversi anni consecutivi Bernard Wosien tornò a Findhorn portando sempre nuove danze, alcune delle quali coreografate da lui stesso su musica classica e pian piano la Danza Sacra (Sacred Dance così come l’aveva chiamata) divenne qui figlia dell’unione tra la sua ricerca e il suo lavoro con il credo della comunità nella potenza dell’Amore e nella forza della collaborazione non competitiva.

Wosien fece conoscere le sue scoperte anche in altri Paesi Europei affiancato a volte da Friedel Kloke, una ballerina classica definita da lui stesso “l’allieva prediletta” a cui trasmise una parte della sua ricerca più profonda sulla danza, legata a quella modalità che lui chiamava “meditazione in movimento”. Friedel Kloke viaggiò con Bernard Wosien negli anni ’80 come co-conduttrice in Svezia, Austria, Olanda ecc, fondando in Germania “l’istituto della meditazione in movimento” e creando lei stessa numerose coreografie.

Bernard Wosien è scomparso nel 1986.

Alcune delle persone che hanno contribuito alla diffusione delle danze di Findhorn, soprattutto in Inghilterra, o che hanno arricchito questa raccolta sono David Roberts, June Watts, Mandy de Winter, Barbara Swetina, Peter Vallance, Laura Shannon e in Italia Carolina Botti e Marisa Barbieri.

L’inglese Laura Shannon ha conosciuto le danze nella comunità di Findhorn e appassionandosi fin da subito a quelle tradizionali ha continuato ed approfondito il lavoro di Bernard andando a vivere in Grecia, studiando la lingua e girando per i remoti villaggi chiedendo alle anziane di mostrarle i balli della comunità. Oramai da diversi anni gira l’Europa diffondendo la conoscenza delle danze greche, armene, gitane e dei rituali femminili.